L’arte industriale a Bologna: storia di una visita al museo Davia Bargellini

da 17, Feb, 2021Bologna

Arte industriale a Bologna: storia di una visita al museo Davia Bargellini. Il complesso museale costituito dal Museo Civico d’Arte Industriale e la Galleria Davia Bargellini di Bologna, ha compiuto cent’anni il 20 maggio 2020.

Curiosa, come sempre, mi accingo a visitarlo, alla scoperta di un altro tesoro cittadino dal taglio davvero originale, testimonianza dell’iniziativa di uomini insigni e lungimiranti e segno tangibile della natura laboriosa e dello spirito di innovazione che da sempre contraddistinguono gli imprenditori del territorio: uno dei più sviluppati d’Italia e d’Europa.

Tutte le immagini di questo articolo sono state scattate da Directed by Pastakira per Lety goes on

Il Palazzo Davia Bargellini

Palazzo Davia Bargellini, è un esempio di arte barocca bolognese. La sua costruzione inizia nel 1630 per iniziativa di Ermes e Camillo Bargellini su progetto dell’architetto Bartolomeo Provaglia e di Antonio Uri. Di Gabriele Brunelli e Francesco Agnesi, i due atlanti che caratterizzano la facciata. I nobili bolognesi ottennero dal Senato cittadino l’autorizzazione a edificarla senza il portico, privilegio concesso solo alle famiglie più importanti. Nel 1730 viene aggiunto un imponente scalone settecentesco, realizzato da Alfonso Torregiani su commissione del nobile senatore Vincenzo Bargellini e l’antico salone delle feste dove sono conservati i dipinti già presenti dalla seconda metà del Seicento.

Orari e modalità d’accesso

Dal martedì al giovedì dalle 9.00 alle 14.00
venerdì dalle 10.00 alle 19.00
sabato e domenica chiuso
ingresso gratuito

Nel XIX secolo il palazzo passa in eredità alla famiglia Da Via e successivamente, nel 1874, per volere testamentario, l’ultimo esponente, il marchese Giuseppe Da Via Bargellini designa come erede universale l’Opera Pia. Lo scopo: assicurare la gestione del proprio patrimonio a fini benefici assistenziali ed educativi. Nel 1920 sulla base di un accordo tra l’Opera Pia e il Comune di Bologna, Francesco Malaguzzi Valeri, soprintendente alle Gallerie di Bologna, istituisce all’interno del palazzo il Museo d’Arte Industriale e la Galleria Davìa Bargellini

L’intento di Francesco Malaguzzi Valeri era quello di ricreare l’appartamento di una famiglia dell’aristocrazia del Settecento bolognese. Oggi Il Palazzo, sede della Fondazione “Opera Pia Da Via Bargellini”, proprietaria dell’intero edificio, ospita la società di consulenza Nomisma, il Museo Civico d’Arte Industriale e la Galleria Davia Bargellini, dove è conservata la quadreria appartenuta alla famiglia senatoria Bargellini.

Le Raccolte dell’Arte Industriale

Comincio a esplorare la raccolta d’arte industriale costituta da tantissimi oggetti di natura eterogenea. Mi pare di vederli i signori e le signore dell’epoca che maneggiano ventagli; tabacchiere; orologi smaltati; chiavette e quadranti a smalto di orologi, mentre si muovono animatamente nelle loro lussuose dimore e spendono il loro tempo in trattative d’affari e mondanità. E tra i tanti gli oggetti esposti che ne abbellivano gli ambienti: ferri battuti; rami; bronzi ornamentali; cuoi impressi; finimenti; maniglie per mobili. Passo in rassegna anche vetri ceramiche; porcellane delle più importanti manifatture europee (Meissen, Ludwigsburg, Frankenthal, Hochst); un nucleo di cere di altissima qualità; campionari di carta da parati e da libri; stoffe e ricami; argenti; ritratti in miniatura; dipinti a figurette (secoli XVIII-XIX); una serie di modellini per mobili e sedie in miniatura (secoli XVIII-XIX). E poi un’ingente raccolta di preziose cornici intagliate e dorate (XVI-XIX secolo), molte ancora nell’assetto d’origine, con i corrispettivi dipinti.

La Quadreria Davia Bargellini

Procedo quindi visitando la Quadreria, un esempio del collezionismo storico bolognese. Alla galleria dei ritratti, ammiro le immagini dei più illustri componenti della famiglia Bargellini (di Bartolomeo Passerotti, Prospero e Lavinia Fontana), alle quali si affiancano opere di Bartolomeo Cesi e Alessandro Tiarini ed esempi di pittura dei secoli più antichi (XIV-XV).

All’interno della Quadreria è conservata la “Madonna con Bambino in trono e donatori (Madonna dei Denti)”, tavola del 1345 di Vitale da Bologna. L’opera, uno dei capolavori dell’artista, ne esemplifica la cultura figurativa elegante e popolare insieme.

Se passi da qui non dimenticare di soffermarti a guardare il teatrino per marionette del secolo XVIII, acquistato nel 1922. La struttura, dotata di cinque cambi di scena, è tipicamente bolognese e bibienesca; reca, sul prospetto, lo stemma della famiglia forlivese degli Albicini. Il teatrino è dotato di 74 marionette, 9 cavalli ed una scimmia.

Davvero affascinante questo percorso attraverso la quotidianità dell’antica storia bolognese, dove le figure dei protagonisti si affiancano ai tanti oggetti che ne hanno scadenzato l’esistenza: tra impegno civico, negozi, mondanità, passione per la bellezza e la cura dei luoghi.

Visualizza la broshure del Museo Davia Bargellini di Bologna

Spero che questo post possa esserti utile. Se vuoi approfondire ti consiglio di visitare il sito del museo o di visitarlo di persona, l’ingresso è gratuito ed il museo è aperto da martedì a giovedì dalle 9.00 alle 14.00, venerdì dalle 10.00 alle 19.00 mentre è chiuso il sabato e la domenica.

Go on traveling!

Lety goes on

5 Commenti

  1. lucy

    Non sono mai stata a Bologna, ma mi piace tutto ciò che parla di storia. Sicuramente, appena si potrà tornare a viaggiare, vorrei poter visitare questo museo che credo abbia molto da raccontare da quel che vedo dalle tue splendide foto

    Rispondi
  2. Maria Domenica

    Che meraviglia il teatrino per marionette e la Madonna dei denti. Sono davvero colpita da questo patrimonio storico culturale custodito a Bologna. La quadreria ed il museo in generale presentano oggetti davvero straordinari.
    Maria Domenica

    Rispondi
  3. Margot

    Che meraviglia questi scatti mi hai fatto viaggiare con questo articolo, poi Bologna è davvero bellissima, ricca di storia e arte ^^

    Rispondi
  4. Manuela

    Ma che bello questo museo e ricco di tante opere e poi ha l’ingresso gratuito e questo lo rende più appetibile per jna visita e forse anche più di una!

    Rispondi
  5. Roby

    Non ho mai avuto il piacere di visitare Bologna nonostante non sia una meta troppo lontana da dove vivo. E’ una delle città che mi sono ripromessa di visitare appena questa pandemia sarà solo un brutto ricordo. Non posso assolutamente perdermi una visita a questo museo!

    Rispondi

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