Viaggiare in tempo di pandemia: diario di una travel blogger in quarantena

La pandemia che ha sconvolto il mondo

Muoversi e viaggiare per poter raccontare esperienze piacevoli e divertenti è diventato improvvisamente illegale? Proprio così. Ed è questa, ora, la realtà della mia vita di travel blogger sconvolta dalla pandemia che sta funestando da oltre un anno il mondo intero.  Ritengo quindi sia arrivato il momento per condividere e raccontare cosa mi è davvero successo in questo periodo isterico e triste, che ha visto alternarsi: blocchi alla mobilità e successivi allentamenti, periodi di quarantena, regioni che si aprono e si chiudono secondo una pittoresca e colorata classificazione. Il tutto cosparso da imprecazioni di ogni genere e provenienza.

La mia vita dietro le quinte

Fortunatamente sono sempre stata in buona salute, ma non posso fare a meno di pensare all’impatto che la pandemia ha avuto sul mio lavoro di Content-creator. Mi sono trovata improvvisamente ferma proprio quando dovevo ingranare una marcia in più. A peggiorare la situazione: ho dovuto rinunciare a un viaggio alle Maldive, già pagato e che sognavo da anni. E il mio umore è finito sotto le scarpe in un battibaleno!

Ma non voglio lamentarmi. Oltre ad essere sempre stata bene, infatti, la mia casetta è un rifugio sicuro e confortevole, vivo con il mio amato micione e, anche se, in certi momenti, le uscite sono state addirittura precluse, andando a fare la spesa, sono sempre riuscita a fare brevi passeggiate per il centro di Bologna. Voglio quindi raccontarti un “dietro le quinte” per farti sbirciare i retroscena di un Blog di viaggi in quarantena durante una pandemia globale, nel peggior momento per la mia professione!

Da febbraio 2020, infatti, le cose sono cambiate improvvisamente. Da un giorno all’altro, le persone hanno smesso di visitare il mio sito web per prenotare guide di viaggio o per acquistare i miei tour. I partner coi quali stavo iniziando a collaborare, hanno smesso di chiamarmi per fissare appuntamenti o pianificare itinerari. La mia passione per i viaggi, la scrittura, la fotografia e l’innovazione che si era trasformata in un lavoro che amo e che mi ha dato molta soddisfazione, è, ora come sospesa.
Sono però stanca della negatività che alcune persone associano alla figura del/della blogger.

Cosa si dice dei blogger

Questo è un mestiere particolare, particolarmente soggetto a giudizi contrapposti che sono allo stesso tempo irriverenti e/o di ammirazione. Esiste un divario di fondo tra il modo in cui i singoli travel blogger vengono percepiti dai lettori (positivo) e il modo in cui la professione viene rappresentata più in generale (spesso negativo).
…Ossessionato da sé, autoreferenziale, superficiale, non etico, “perdigiorno”, “scroccone”: queste sono solo alcune definizioni che le persone usano per descrivere i creatori di contenuti digitali, i blogger e gli influencer. La gran parte di loro sono troll sparsi in rete (twitter, facebook e vari). Ma spesso anche i giornalisti dei media tradizionali sembrano concordare con queste descrizioni poco lusinghiere.
Ed è stato proprio durante il primo lockdown che ho letto un articolo su una famosa testata giornalistica dove si parlava proprio delle figure dei blogger e delle influencer. Il modo in cui era scritto non lasciava dubbi sul fatto che il lettore avrebbe provato risentimento verso queste figure professionali.

La confusione nasce dal fatto che spesso non si distingue tra chi fa questo mestiere con metodo e serietà e chi invece, ne fa un pretesto per mettersi in mostra e poco più. Imperversano in rete i cosiddetti “blogger o influencer” che facendosi selfie appaiono sui social senza portarvi dei contenuti validi o utili. Spesso ottengono followers e like senza apparente motivo, con foto di bassa qualità, didascalie senza senso, commenti con faccine maldestramente abbinate… E in questo caso, come non essere d’accordo con quanto scritto nell’articolo in cui si esortavano questi sedicenti “influencer” a “trovarsi un vero lavoro”.

Cosa fa un travel blogger quando non può viaggiare?

Se segui me (o qualsiasi altro travel blogger) su più di una piattaforma, saprai che creiamo costantemente contenuti per diversi canali, indipendentemente dal fatto che stiamo viaggiando o meno. In effetti, di solito trascorro più settimane davanti al Pc di casa che in viaggio. Le attuali restrizioni hanno avuto un impatto relativo sulla mia routine quotidiana. Come blogger di viaggi, infatti, per la maggior parte del mio tempo scrivo o mi occupo di strategie digitali legate al mio sito, sono abituata a svolgere da casa queste attività e a fare la maggior parte dei miei incontri con partner e clienti, online.

Spendo quindi gran parte del mio tempo in “attività di background”: aggiornamento di vecchi post, risoluzione di problemi di codice, miglioramento della velocità del mio sito, partecipazione a corsi e masterclass, networking con altre aziende del settore e pianificazioni per il futuro. Non sono mansioni  particolarmente eccitanti, ma sono necessarie per mantenere attivo il sito e l’attività nel suo complesso: il mio mondo non si è mai fermato, anche se così è sembrato durante il blocco.

Di cosa scrivere?

Non posso viaggiare, ok, fortunatamente abito a Bologna, una città bellissima da scoprire che sta risentendo molto della crisi da pandemia globale anche ora…. e volentieri do il mio contributo per valorizzarla descrivendola in rete. Poi in risposta alle chiusure reali, molti musei stupendi hanno aperto le loro “porte virtuali”, consentendo visite interessanti e inedite che non ho mancato di raccontare. Gli Uffizi, la Pinacoteca di Brera e i Musei Vaticani sono diventati facilmente accessibili da remoto, semplicemente accendendo il pc e collegandosi ai rispettivi portali. Certo non è la stessa cosa che visitarli in presenza, tuttavia, i tour virtuali offrono qualche vantaggio: consentono approfondimenti che dal vivo a volte sfuggono. Infine, ho trovato finalmente il tempo per scrivere tutti quegli articoli che stazionavano nella cartella “bozze” da mesi.

Su Instagram è stato più complesso: ho dovuto scongiurare tempestivamente il rischio di commenti negativi dei frequentatori di questo social – di solito molto attivi –, spiegando che le foto postate erano state in realtà scattate mesi prima. È stato poi complicato, capire quali hashtag utilizzare in questo periodo per trasmettere il messaggio più giusto, oltre, naturalmente, al celebre #iorestoacasa.
Per esempio ho utilizzato con discreto successo: #torneremoaviaggiare #viaggiareconlamente e #viaggiaredomani.

Ma, è necessario allungare lo sguardo oltre l’ostacolo e guardare al futuro. E, sebbene pianificare un viaggio che non è possibile neppure prenotare, possa sembrare ora un paradosso, è invece, a mio parere, un bel progetto da sviluppare per rimanere ispirati, postivi e attivi.

Sia apre una nuova era, quella del turismo responsabile e di prossimità

Cosa succederà ai viaggi dopo la pandemia? Anche oggi, a oltre un anno dallo scoppio della pandemia, non sappiamo quando sarà di nuovo sicuro viaggiare. È probabile che si procederà per gradi, aprendo prima, i confini nazionali. E, in seguito, con il procedere e consolidarsi delle misure sanitarie di prevenzione (piano vaccinale), si potranno riprendere anche gli spostamenti all’estero. I tempi della ripresa sono però ancora molto indefiniti.

Nell’immediato quindi, mi aspetto un maggiore interesse per le staycation, non solo perché i voli non saranno possibili o saranno di fatto molto costosi, ma anche perché le persone, giocoforza, hanno imparato ad apprezzare ciò che hanno a portata di mano. Proprio come è successo a me. Ed è questa una rinnovata modalità di fare turismo che mi auguro si consolidi anche in futuro.
Così come mi auguro che sempre più persone si interessino al turismo ispirato a itinerari che valorizzino la natura, le attività responsabili e le modalità di viaggio sostenibili. E, naturalmente, vorrei pubblicare articoli stimolanti e risorse utili per facilitare questo tipo di turismo!

Impatto personale

Dal punto di vista personale devo ammettere che, nonostante i bollettini quotidiani, gli spot ansiogeni che invitavano a stare a casa e gli appuntamenti settimanali con il Premier che facevano tanto, “nuova puntata” stile “telefilm preferito” da tutti gli italiani, me la sono passata egregiamente. Mi sono tenuta attiva e ho trascorso serenamente le mie giornate.

Solo un attimo di panico quando “ho finito Netflix” – nel senso che avevo terminato tutte le serie ed i film in lista –, ma per il resto ho trovato sempre ottime attività da svolgere per trascorrere questi mesi “statici”.
Ho elaborato nuovi progetti che si sono realizzati nei mesi successivi, ho scritto, ho mangiato bene e letto moltissimi libri. Sono rimasta positiva e pratica. Così, nei momenti di allentamento delle restrizioni ho potuto ricominciare a viaggiare in Italia, in modo efficiente e ben organizzato, in sicurezza e con nuovi e stimolanti obiettivi.

Essere un travel blogger è il lavoro dei miei sogni: non è un’attività rilassante a dispetto di quello che si può pensare. Frequentare hotel o luoghi della tradizione turistica, descrivendoli in modo originale, osservandone gli aspetti inediti, non è cosa di poco conto, è anzi molto impegnativo.  E la pandemia mi ha reso consapevole di quanto la mia attività sia realmente sensibile agli eventi globali.

Ma i preparativi per la ripartenza sono in corso: compagnie aeree e hotel sono già pronti per tornate a svolgere il loro ruolo di primo piano nell’economia. Bisogna pazientare un altro po’ prima che le porte dei viaggi vengano finalmente e definitivamente riaperte.

Molti viaggiatori esperti saranno i primi a riprendere il loro colto o ludico peregrinare. Io sarò certamente tra questi e mi auguro vorrai seguirmi viaggiando ancora con me. Il mondo post-pandemico sarà certamente diverso e con possibilità di esplorare vecchi e nuovi itinerari in modo diverso e speciale con sguardo più consapevole sulla ricchezza e i pregi delle bellezze naturali e artistiche che ci circondano.

Go on traveling!

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29 Commenti

  1. M.Claudia

    Ciao, io non ho un blog viaggi ma tratto prodotti cosmetici e ti posso dire che in forma diversa le “prese in giro” non mancano. Spesso il blog cosmetico viene definito come un prodotto superficiale, il regno del superfluo per eccellenza e non é facile togliere questo tipo d’etichetta. La mia attività in linea di massima non é cambiata (certo non ho potuto partecipare a mezza fiera che riguarda il settore) ma quello che é il mio lavoro nel quotidiano sostanzialmente é sempre lo stesso. Posso capire però come la situazione attuale abbia limitato di molto voi. Non ci resta che sperare che la situazione migliori.

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    • letygoeson

      si, attendiamo…
      già da quest’estate dovrebbero riaprirci almeno l’Italia che è stupenda. Alcune nuove mete saranno nuovamente accessibili.. ma non sai quanto mi manca organizzare un bel viaggio in terre lontane…!

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      • Maria Domenica

        Per me viaggiare è sempre stato fondamentale per vivere. Conoscere gente nuova e luoghi luoghi diversi è qualcosa di cui non posso fare a meno. Quindi comprendo chi, come me, in questo momento è fermo. Continuo però a leggere i blog di viaggi vicini e lontani in attesa di poter scoprire nuove realtà.
        Maria Domenica

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  2. Cristina Petrini

    Leggerti mi ha messo tanta tristezza non è la stessa cosa certo ma io stessa che quest’estate voglio riprendere a viaggiare come facevo, sono solita fare una ventina di giorni on the road tra più stati, sto affrontando molte sfide. Il problema è che sto cercando di superarle perchè non riesco ad accettare che il mio mondo venga sconvolto. Certo il turismo di prossimità è importante, ma bisogna comunque lottare per tornare ai viaggi di prima, al mondo di prima anche se è dura, complicato ed il più delle volte demoralizza.

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    • letygoeson

      Cristina mi dispiace molto di averti incupito… anche io sono molto demoralizzata dalla situazione e sto cercando di non farmi prendere dal nervosismo. Sono comunque d’accordo sul remare verso una nuova normalità dove i viaggi saranno, come prima, normali da fare. Sento che sta per diventarmi stretto il solo turismo di prossimità anche se è stupendo lo stesso, ma un conto è andare vicino casa perchè vuoi farlo, un altro è perchè sei costretto…

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  3. Chiara "oscuro_errante"

    Articolo che fa riflettere, sotto molti aspetti. La pandemia ha creato non poche difficoltà a molti settori e a molte persone, ma sono convinta ne usciremo quanto prima e che, ben presto, torneremo a viaggiare e a visitare posti meravigliosi (anche grazie a persone come te). Ti mando un abbraccio e ti auguro il meglio per il tuo lavoro (ti seguirò volentieri sui social)!

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  4. Katrin Poe Mg

    Tutti i settori sono stati colpitit, possiamo iniziare con il turismo e finire con l’artigianato, sempre l’ultimo della lista insieme all’arte e alla cultura, il tuo articolo ha messo in risalto, tantissimi aspetti difficili che affrontiamo tutti i giorni da almeno un anno sperando che finisca tutto il prima possibile.

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  5. Roby

    Se penso che un anno fa ero lontana da mio marito, io in montagna con i bambini e lui in città con il nostro cane e Netlix… quanto abbiamo sognato poter percorrere quei 400 km per poter stare insieme! !!!
    Avendo entrambe le famiglie fuori regione, le nostre vacanze, da anni sono sempre e solo in Italia, o in Trentino Alto Adige dai miei genitori o in Sardegna dai miei suoceri.
    Capisco bene come ti senti, la nostra è una scelta, ma non la tua!
    Ammetto però che Ddesideriamo da tempo concederci una vacanza in Spagna dai nostri più cari amici che non vediamo da ormai due anni, speriamo di poterlo fare presto…

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    • letygoeson

      Roby, non riesco neanche ad immaginare cosa tu abbia provato con genitori e marito lontani! Una tortura. Soprattutto con il terrorismo psicologico che ci facevano per prevenire il diffondersi del virus.
      Il discorso “vacanze” sembra a volte un capriccio… non si capisce che invece è una necessità, ma non solo per me, per tutti, posso assicurarti che non staccare mai e lavorare incessantemente come un mulo per un anno e mezzo è comunque molto molto dura!
      A volte anche solo fantasticare di poter vedere un posto, sognare e progettare è quella cosa che ti da l’energia per svegliarti al mattino. Ma in questo clima di incertezza che aleggia da tutto questo tempo è diventata un utopia anche solo pensare di sconfinare di Regione….

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  6. Isabella

    Quest’anno (come quello precedente d’altronde) sono saltate tutte le fiere del fumetto. Certo questo non ha influito più di tanto per qaunto riguarda il mio blog, ma decisamente di più il mio umore. Il tuo settore è decisamente stato colpito molto più gravemente e profondamente del mio. Speriamo che questa situazione finisca così da tornare alla normalità.

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    • letygoeson

      Assolutamente, l’umore è uno degli aspetti al quale non si pensa ma che influisce moltissimo sulla nostra quotidianità come diretta conseguenza delle limitazioni imposte. Un conto è sto sul divano a non fare nulla perchè ne ho voglia, un altro è lo faccio perchè non posso fare altro…

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      • Elena Resta

        Questo articolo trasmette molto la tua capacità di affrontare le cose, anche quelle difficili e che nessuno vorrebbe affrontare, con creatività impegno e fiducia. Trasmette forza e un senso di futuro già presente. Grazie

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  7. Nicoletta - Viaggiatori per Caso

    Sono una travel blogger solo per passione, e anche se non la considero la mia professione a tempo pieno, qualche soldino entra anche dal progetto Viaggiatori per Caso… o meglio entrava, perchè purtroppo anche io ho subito tantissimo, in termini di visite, click sui banner e richieste di collaborazione, il calo di interesse per il mondo viaggi. Mi sono buttata nel frattempo sull’Italia e l’escursionismo, ma come te, aspetto che qualcosa ricominci a muoversi!

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    • letygoeson

      Ciao Nicoletta, anche se attualmente non si può espatriare con la facilità di prima ed il turismo è assolutamente uno dei settori più colpiti, credo che a breve vedremo una nuova rinascita di interesse. Io ci voglio credere. La gente è stanca e non vede l’ora di avere un po’ più di libertà.

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  8. Facciocomemipare

    Nel 2020 ho iniziato a fare video da casa mia, Edimburgo. E’ stato un po’ come viaggiare a pochi passi da casa, appunto.

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  9. Marco Speranza

    Si viaggare è diventato una tragedia con tante restrizioni, ma grazie a Dio io son stato anche all’esteroe son andata in Croazia e ci tornero a giugno.Anche con difficoltà ritorneremo alla vita di prima non mollaiamo

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  10. Il ViaggiaCore

    Ho anch’io un blog di viaggi (aperto in piena pandemia un anno fa – che per ora è solo un piacevole passatempo – ) ed effettivamente in questo anno è stata veramente dura riuscire a proporre contenuti interessanti. Non voglio sembrare pessimista, ma tornare a viaggiare liberamente come due anni fa mi sembra ancora un’ipotesi lontana.

    Rispondi
    • letygoeson

      Certo hai pienamente ragione, il mondo post pandemia sarà molto diverso e ci vorrà ancora tempo prima di poter prenotare un viaggio lontano. Ma non mi voglio perdere d’animo. Ce la faremo… prima o poi…

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  11. Angela.N

    Per fortuna sembra (dico sembra per non sperarci troppo) che potremmo ritornare a muoverci almeno in Italia, certo per te che punti molto anche sull’estero Non é proprio una riapertura ma almeno uno spiraglio. Io egoisticamente avendo il mio compagno fuori regione invece ne sono sollevata, potremmo tornare vederci un po di più.

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    • letygoeson

      Soprattutto nell’ultimo anno ho riscoperto molto l’Italia, se da oggi riapriranno alcune regioni io sarò in prima linea per esplorare le meraviglie del nostro paese.
      Se questo periodo ci ha insegnato qualcosa è che la libertà sta anche nel poter apprezzare le piccole conquiste di spostamento che ogni tre settimane vengono aggiornate. Io sono già molto contenta così 🙂

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  12. Valentina

    Concordo con te. La blogger sono considerate fannullone anche perché purtroppo ve ne sono parecchie, sopra tutto nella moda, che dimostrano che hanno perso i neuroni da qualche parte. Foto ammiccanti, chiacchiere sconclusionate, e blog (quando ci sono) privi di contenuti. Nessuno lo considera lavoro, nè pensa al tempo che si perde magari a postprodurre. I viaggi mancano anche a me ma dissento sullo staycation. Posso andare ai laghi per un week end, abitando a Milano, ma di sicuro non ci andrei in vacanza. Poi sono Acquario, amo la vita notturna e viaggio da sola. La sera mi piace uscire, rientrare tardi, conoscere gente nuova. Avrei potuto partire anche a dicembre, mi avevano invitato a Dubai. Ma sono responsabile e non ho voluto spostarmi finché i miei non erano vaccinati, e presto lo saranno. Ho quindi prenotato in Italia e all’estero, i luoghi vacanzieri, Ibiza e Mykonos, ma anche in Italia. I voli non mi sembrano cari, almeno ora, un Milano Mykonos a luglio costava 250 euro un anno fa, ora è a 60 euro. Per ora ho prenotato solo l’albergo, un po’ dappertutto, a cancellazione gratuita. Poi sceglierò, sperando nel frattempo di vaccinarmi.

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  13. Zelda

    Sono pienamente d’accordo con te, avevo in progetto tantissimi viaggi interessanti che ahimè sono soltati tutti, speriamo che nei prossimi mesi si ha la possibilità di essere più liberi e riprendere i viaggi con tranquillità e comunque rispettando le norme.

    Rispondi
  14. Daiana Bianco

    Mi è piaciuto molto questo articolo, sincero e analitico dal suo interno.
    Mi ha fatto piacere poter leggere come te la sei passata, perché non è facile realizzare veramente cosa (e come) si è combinato in quest’ultimo anno.
    Anch’io ho avuto brutte ripercussioni professionali, sia in termini di mobilità e soddisfazioni, che, e soprattutto, in termini economici.
    Il blog sul quale scrivo non è la mia principale attività, e dati gli argomenti trattati, paradossalmente mi ha salvata dall’apatia.

    Rispondi
    • letygoeson

      Ci credo perchè anche per me è stato così, il blog è anche una forma di evasione che è servita in primis a me.
      Ti ringrazio molto Daiana di avermi letta e compresa 🙂

      Rispondi
  15. Sara

    Complimenti, finalmente ho letto l’articolo di una travel blogger che affronta questo brutto periodo con positività e realismo. Sei chiara, sincera, senza troppe lamentele e senza piangersi addosso. Bisogna avere la capacità di aspettare, reinventarsi, sperando che questo brutto periodo passi il prima possibile!

    Rispondi
    • letygoeson

      Sara grazie mille per le tue parole.
      Ti confesso che anche io mi sono fatta prendere dal panico, inizialmente, ma sottolineo inizialmente.
      Se ci si ferma lì si è perduti, nel 2020 e nel 2021, come nella vita in generale. Bisogna almeno provare a fronteggiare i problemi con le proprie capacità e risorse, spesso poi ci si accorge di avere una forza che non si pensava di avere e si esce dalla situazione con nuova e conquistata fiducia in se stessi.
      Di certo non abbiamo il potere di uscire da soli dalla pandemia, ma nel nostro piccolo possiamo utilizzare questa situazione con un’opportunità per evolverci… insomma prenderla come un bel “calcio in culo” (benefico) per andare avanti.
      Reinventarsi fa parte della vita, il cambiamento è all’ordine del giorno da sempre…

      Rispondi
  16. Manu

    Guarda ti capisco benissimo sia per quello che tante persone pensano quando dici che sei blogger, ho notato due tipi di reazioni una è ma chi ti credi di essere? Io nessuno non sono mica la tipa che si fa selfie o si mette in mostra…in 6 anni di blogging ne avrò fatti due.
    Oppure c’è la reazione inversa ma non sei famosa non ti conosco….e vabbè ma essere blogger non significa solo avere migliardi di followers è anche altro saper comunicare e scrivere bene, avere anche inventiva e capacità e anche anticipare le mode.
    Per dire mica c’è solo la Ferragni …
    Comunque possono dire quello che vogliono io sono blogger nell’anima!

    Rispondi
    • letygoeson

      Manu, hai perfettamente capito il punto: ribadisco che ci sono tante ragazze (e ragazzi) che fanno questo mestiere con professionalità e dedizione e tra loro ci metto anche noi che, nonostante tutto e tutti, continuiamo a metterci l’anima e la passione!

      Rispondi

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