Un giorno a Bobbio, il borgo oltre il ponte del Diavolo

Bobbio, il borgo oltre il Ponte del Diavolo: Insignito nel 2005 dell’onorificenza di Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, uno dei Borghi più Belli d’Italia dal 2006 e Borgo dei Borghi 2019, Bobbio certamente si distingue grazie al suo curriculum d’eccellenza.

La bellezza di Bobbio è oggettiva, te ne accorgi già dalla strada quando lo vedi dall’altra parte del fiume dopo aver percorso una strada tortuosa e un dissestata.
Un paesino scenografico bagnato dal fiume, al quale si accede grazie a un ponte leggendario. Già così sembra l’ambientazione di una favola perfetta, ma oltre all’apparenza Bobbio racconta molto molto altro.

 

Ciò che contraddistingue Bobbio è il velo di mistero che lo avvolge tra leggenda e storia, un piccolo centro di 3500 anime, dalle stradine acciottolate tra le quali è bello perdersi.
Rimarrai incantato, come è successo a me, davanti al simbolo che lo caratterizza fin dal primo sguardo: il Ponte Gobbo che sovrasta il fiume Trebbia e che, tra sacro e profano, conduce verso il centro.

Ponte Gobbo o Ponte del Diavolo

Intorno a Bobbio non troverai solo una natura incontaminata che conferma di essere approdato in un posto fantastico, ma anche un ponte molto particolare soprannominato sia Il Gobbo, per la sua forma “a schiena d’asino” sia “Ponte del Diavolo” per le leggende che si narrano circa la sua edificazione.

Di probabile origine romana il ponte è lungo circa 300 metri, svetta con le sue molteplici arcate irregolari sul fiume Trebbia, collegando la bella cittadina di Bobbio con l’altra vallata che sale lungo la dorsale appenninica verso Coli.

Durante il medioevo la costruzione di un ponte era vista come un intervento rivoluzionario, in quanto l’unione di due luoghi che la natura aveva tenuto separati era da considerarsi “contro il volere di Dio”, in altre parole “diabolica”.
Per questo sono nate diverse storie popolari intorno al ponte, molte delle quali con protagonista il diavolo (personaggio antagonista assai ricorrente nelle leggende medievali).

La leggenda legata al Ponte di Bobbio

La più famosa leggenda vede come protagonista San Colombano, il quale una volta finito di costruire il monastero volle collegare le rive del Trebbia con un ponte. Il diavolo contattò San Colombano, promettendo di costruire il ponte durante la notte, in cambio della prima anima mortale ad attraversarlo. Il santo sorprendentemente accettò e durante la notte il diavolo convocò diversi demoni che lo aiutarono nei lavori di muratura. I demoni però erano di statura diversa e reggendo le basi dei ponti edificarono le arcate di diverse altezze. Il mattino seguente il diavolo si appostò alla fine del ponte pronto per ricevere il suo compenso, ma il sagace San Colombano anziché far attraversare il ponte da un umano, lo fece attraversare da un cane.
Allorché il Diavolo beffato, andò su tutte le furie e subito prima di ritirarsi agli inferi prese a calci il ponte, che da allora è rimasto anche storto!
Sarà sghembo, sarà irregolare, ma Il Ponte del Diavolo, fatto da lui o meno, ancora oggi regge all’avanzare del tempo e resta una vera meraviglia!

Consiglio: per fotografare il ponte del Diavolo nella sua interezza con Bobbio sullo sfondo, ti consiglio di lasciare l’auto al parcheggio gratuito Co’ del Ponte.

Monastero di San Colombano

Durante l’alto medioevo Bobbio acquisisce lustro e diviene uno dei centri più importanti del monachesimo grazie a San Colombano che  nel 614 fonda il Complesso Monastico omonimo e che in breve tempo sviluppa una delle biblioteche più importanti e prestigiose di tutta la cristianità, all’interno della quale dove sono conservati ancora oggi alcuni dei manoscritti latini più antichi e pregiati della storia.

Il Monastero è interamente visitabile, un impressionante aggregato di edifici, tra i quali spicca la facciata della Basilica, circondata dall’elegante portico dell’Abbazia, dove si trovano il museo di opere d’arte collezionate dall’abbazia nel tempo e un museo della storia di Bobbio, oltre al famoso scriptorium, sede dei monaci amanuensi.

All’interno si trova il fiore all’occhiello di tutto il complesso, l’enorme biblioteca eretta dagli stessi monaci e che in breve tempo divenne una delle più importanti e prestigiose di tutta la cristianità, grazie alla collezione eccezionale di manoscritti latini antichissimi e considerati tra i più preziosi della storia che qui sono conservati ancora oggi.

Nella Cripta della Basilica di San Colombano è conservato il sarcofago del santo ed uno splendido mosaico pavimentale, da vedere assolutamente!!!

Infine, nei chiostri del IX secolo, è ospitato il Museo della Città nel quale è possibile vivere un’esperienza multimediale sulla storia di Bobbio dal passato ai giorni nostri con un focus sull’antico e prestigioso Scriptorium dell’Abbazia.

Il Duomo di Bobbio

Il Duomo di Bobbio è un perfetto esempio di arte e architettura emiliano-romagnola del XV secolo, al cui interno sono visibili i meravigliosi affreschi sulle volte, i quali sono stati recentemente riscoperti sotto uno strato di calce che per secoli li avevano celati. Il lavoro straordinario di ristrutturazione ha mostrato finalmente la bellezza e la vivacità dei colori originari di queste splendide opere!

 

Castello Malaspina

Percorrendo una salita si arriva al Castello Malaspina, una meta molto suggestiva e possente contraddistinto da linee semplici e dure. Il Castello Malaspina fu edificato nel corso del XIV secolo. La sua imponente torre domina l’intero territorio circostante e, dall’alto, si gode di una bellissima vista panoramica sulla città, sull’Appennino e la vallata del Trebbia.

Antico Mulino San Giuseppe

Sulla strada che porta verso il castello, nel dedalo di stradine strette e ordinate, scorgerai questa stranezza che ti apparrà totalmente fuori dal tempo. Il mulino San Giuseppe è un esempio di patrimonio storico locale del territorio che si spera non scompaia col tempo, prova che qui un tempo fosse disseminato di torrenti e canalizzazioni.

Dove mangiare a Bobbio

Mentre passeggi per le viuzze di Bobbio, ti consiglio caldamente di concederti una sosta in una delle tante osterie che si aprono nelle stradine, per degustare alcune prelibatezze della cucina locale.

Io ho provato La Barricata Bistrot, un locale molto grazioso, letteralmente a due passi dal complesso Monastico di San Colombano.
Ero davvero curiosa di provare la cucina bobbiese e mi sono fatta consigliare da Moreno molto volentieri. “Pinoli” al sugo di funghi (gnocchetti leggermente allungati che ricordano la forma di un pinolo), linguine fatte a mano allo stracotto e la cotoletta di manzo impanata con patate!
Il prezzo pagato per un pranzo per due: 34 euro!!!!!

Ma non solo, tra le varie prelibatezze della città di Bobbio ci sono anche i maccheroni alla bobbiese al ragù, una pasta ritorta con l’uso di un ferro da calza, il bolo di riso bobbiese, una torta salata a base di riso tipica della città con verdure, uova e formaggio. Tipiche anche, le lumache alla bobbiese, che certamente non incontrano tutti i gusti, ma che qui si possono assaggiare ad un prezzo onesto. Questo piatto, tradizionalmente servito la Vigilia di Natale, qui lo si può provare durante tutto l’inverno nelle trattorie locali.

Nei pressi di Bobbio

Bobbio è il borgo che non delude, lo si gira in piacevolezza ed è la perfetta meta per un weekend enogastronomico coi fiocchi! Per ulteriori informazioni visita il sito dell’IAT di Bobbio .

Poco distante da questo borgo, tra i colli piacentini potrai certamente apprezzare una serie veramente incantata di borghi medievali come Grazzano Visconti, Castell’Arquato ed il graziosissimo piccolo borgo di Vigoleno con il suo stupendo castello che domina i colli.

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